Non è conosciuto

Perché è così poco conosciuto?

Una domanda si impone a questo proposito:

Perché questo metodo è così poco conosciuto?

In effetti è stato il primo dubbio che ho espresso a Lorenzo dopo aver conosciuto il metodo!

Mai avevo sentito parlare di Roger Vittoz e del suo metodo prima di allora, nè in ambito medico nè per averne letto da qualche parte.

Eppure cominciando a leggere il pamphlet di G. Laurent-Kaeppelin, pagina dopo pagina, mi rendevo conto che non poteva essere solo un’impressione: il metodo aveva l’idea di funzionare, essere valido, risolvere tanti problemi e sopratutto senza tecniche, magari esoteriche, legate a filosofie e sopratutto in modo assolutamente naturale, utilizzando solo ciò che è già dentro di noi, solo con le nostre doti e funzionalità.

Ma la risposta alla domanda – riprendendo il libro di G. Laurent-Kaeppelin – sta nelle parole del dottor François Ledoux:

Nella conferenza del congresso di Villeneuve, nel 1960, egli disse:

« Se il metodo Vittoz si è diffuso così poco, è perché, a causa dei suoi stessi prolungamenti dentro la vita del soggetto, esige un’esperienza sincera e prolungata da parte di colui che desidera trasmetterlo: esperienza che si acquisisce presso i medici (praticien), ma soprattutto con la ricettività con la quale accogliamo ogni istante della nostra vita quotidiana.
Tutte le modifiche, gli arricchimenti che si è creduto utili di apportargli non sono serviti che a restringerlo, a deviarlo dal primo scopo che è di armonizzare l’uomo con i grandi fenomeni e le grandi leggi naturali. »

In effetti, l’efficacia di questo metodo, che tende essenzialmente all’unità della persona, è condizionata dalla sua perfetta semplicità.

Solo dopo aver iniziato la pratica del metodo ci si rende conto di questa realtà.
Solo dopo aver iniziato con gli esercizi e dopo aver eliminato gli automatismi che affliggono la vita moderna, ci si rende veramente conto della sua semplicità ed efficacia, ma anche della necessità di dover lavorare sulla nostra persona: se si vuol ottenere qualcosa si deve lavorare ed applicarci con costanza, intensità e sincerità; l’incostanza o la supponenza che qualcosa o qualcuno possono agire al posto nostro, conducono irrimediabilmente all’insuccesso!

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